Omovies 2009 – Festival di Cinema Omosessuale e Questioning
Dal 29 ottobre al 1 novembre 2009
Cinema Academy Astra
Via Mezzocannone 109
Ingresso gratuito
Leggo di Omovies, il Festival di Cinema Omosessuale e Questioning che si svolge in questi giorni a Napoli, e decido di scriverne: previo il consueto approfondimento su internet, s’intende. Per un attimo, mi lascio frastornare dalla catena a matrioska della rete (apri un link, che ti rimanda a un altro link, che ti invoglia a cercare un link diverso, che ti porta a un nuovo link…), ma quell’attimo basta per scoprire che se cerchi la parola “omosessualità” su Google, sin dalle prime voci della pagina ti appaiono corposi articoli che spiegano come guarire dall’omosessualità; quell’attimo si è poi dilatato diventando qualche ora di ricerche e letture, che mi hanno condotta a esplorare, sebbene ancora grattando in superficie, le difficoltà che un omosessuale è costretto ad affrontare (chi più chi, fortunatamente, meno) tutti i giorni; “difficoltà” che divengono un pallido eufemismo per definire la questione, se si pensa ai Paesi in cui i rapporti tra persone dello stesso sesso sono ancora perseguiti con la pena capitale; “difficoltà” che vanno dalla definizione di omosessualità come malattia e arrivano all’imposizione di terapie farmacologiche ad adolescenti gay, passando per le associazioni cattoliche che assicurano una completa “guarigione” seguendo un percorso di psicanalisi e preghiera. L’approfondimento mi ha portata a leggere Freud (e a scoprirlo biecamente strumentalizzato), a spulciare nel sito della National Association for Research & Therapy of Homosexuality, a ricordare le Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, a rievocare Pasolini, a consultare articoli di Pride, Cultura Gay, Arcigay, saggi, interviste, sino ai rapporti annuali di Amnesty International e Nessuno Tocchi Caino.
Non che non fossi a conoscenza dell’esistenza di un filone cattolico pseudo-scientifico che avalla il concetto di omosessualità vista come patologia (psicologica o fisiologica) da curare; ma scoperchiare il vaso di Pandora del sottobosco che prolifica alle pendici caldo-umide di questo assunto è cosa ben diversa. Non sapevo, e non sapevo neanche di non sapere. Semplicemente, ignoravo. e non mi azzardo a dire che il rivelarsi alla mia piccola mente del microcosmo che si agita dietro queste teorie mi terrorizzi quanto le recenti aggressioni fisiche a omosessuali (a Napoli, a Roma) viste in cronaca, o quanto quelle verbali di un “Meglio fascista che frocio!” spiattellato nel salotto buono della seconda serata della rete ammiraglia della RAI (e se quello è il salotto buono, voglio vivere per sempre in uno sgabuzzino), o quanto il dare una scorsa a tutte le pene (lavori forzati, frustate, torture, condanna a morte) previste nei vari Paesi che considerano l’omosessualità un reato. Non posso dire che lo sconcerto che ne consegue sia lo stesso, certo. Ma poco ci manca.
Avevo iniziato a scrivere, ormai qualche ora fa, semplicemente per recensire, o meglio, segnalare un evento; che la cosa, almeno secondo la mia curiosità abbracciata ai miei principî, non avesse niente di semplice l’ho scoperto in corso d’opera, continuando ad informarmi e a tentare di parlarne per iscritto per colmare le mie lacune, senza alcuna pretesa di ergermi a paladina della causa omosessuale (che non ha certo bisogno di me come avvocato e spero vivamente che in futuro abbia sempre meno bisogno di avvocati, in generale). Ma è la rassegna cinematografica che ho citato in apertura ad aver innescato nella sottoscritta il desiderio di saperne un po’ di più, e quella che nasceva come segnalazione di un evento e che è poi diventata una personale piccola crescita culturale, si concluderà come meritata segnalazione di un evento interessante.
Omovies, Festival di Cinema Omosessuale e Questioning giunto quest’anno alla sua seconda edizione (con la prima vinse il premio Evento gay dell’anno), ha aperto i battenti ieri, 29 ottobre, al Cinema Academy Astra (Via Mezzocannone 109). Il programma, curato da Massimiliano Palmese, è stato inaugurato dalla proiezione di Una Giornata Particolare, pellicola di Ettore Scola del ’77. Si prosegue, venerdì 30, con Il Seme della Discordia di Pappi Corsicato, Senza Fine di Roberto Cuzzillo sull’amore lesbico e il docu-film L’Amore e Basta, in cui nove coppie omosessuali si raccontano alla cinepresa di Stefano Consiglio. Sabato 31 ancora Pappi Corsicato con Chimera, film che indaga vizi e virtù delle relazioni d’amore, Il Primo giorno d’ Inverno, opera prima di Mirko Locatelli, e Il Compleanno di Marco Filiberti, con la Maria de Medeiros di Pulp Fiction e Il Resto di Niente. Si chiude il primo novembre con I Buchi Neri di Corsicato e Ciao di Yen Tan; nella stessa giornata, le proiezioni del Concorso Cortometraggi, con Vladimir Luxuria in giuria. I pomeriggi e le serate, tutti a ingresso gratuito, prevedono inoltre dibattiti con esponenti del movimento italiano contro l’omofobia (per il programma dettagliato e completo, www.omovies.it). Un Festival per insegnarci che “l’omofobia si combatte con leggi ad hoc ma anche con la cultura” (ce lo ricordano, nel sito della manifestazione, gli ideatori Carlo Cremona e Marco Taglialatela).
E un primo piccolo merito di Omovies, che l’umiltà mi fa definire pressoché insignificante, è proprio quello di avermi portato ad iniziare ad approfondire, a sollevare la crosta superficiale (per quanto da sempre ammantata di buoni propositi e di incrollabile sostegno al rispetto dei diritti dell’uomo) della mia scarsa conoscenza letteraria e mediatica di una questione che meriterebbe più attenzione, da parte di tutti.
Per info: www.omovies.it
Tags: amnesty international, cultura gay, gay, marguerite yourcenar, nessuno tocchi caino, omosessualità, omovies, psicanalisi









novembre 6th, 2009 at 23:40
grazie, dalle sue parole comprendo che abbiamo lavorato bene.
abbiamo tanta strada da fare ancora.
mi permetto di ancorare alla sua ricerca anche questa notizia che è molto importante.
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2009/26-ottobre-2009/cardinale-sepe-riceve-gay-l-amore-dio-tutti-1601919462998.shtml
novembre 9th, 2009 at 12:47
Non potrei essere più felice, della sua attenzione, del suo apprezzamento e della svolta cruciale che col vostro operato attento e costante siete riusciti a perseguire ed ottenere. Grazie infinite a lei.